LA RICERCA DEL GESÙ STORICO – di Gibellini da www.queriniana.it

«Gesù allora si voltò e, vedendo che essi lo seguivano disse: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì […], dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”» (Gv 1,38-39a).

Si potrebbero citare queste parole, che suonano invito alla ricerca, anche per l’incessante ricerca del Gesù storico, che rappresenta un capitolo creativo, dinamico e tuttora attivo degli studi storici, biblici e teologici. Tra i nomi più in circolazione si deve fare quello del biblista nordamericano John Meier, autore dell’opera Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico, già edita in quattro grossi tomi, per un totale di circa 3000 pagine, e, ora, in fase di continuazione e di conclusione. Il biblista della Notre Dame University (South Bend, Indiana) ha già consegnato alla Casa editrice, la Yale University Press (New Haven, Connecticut) il 5° volume, che si prevede sarà edito nel 2015 in edizione inglese, e anche in edizione italiana – e già si può pensare che seguirà un 6° volume conclusivo (che non esclude un 7° volume finale).

L’opera è ben definita dal sottotitolo Ripensare il Gesù storico. Il titolo Un ebreo marginale è provocante, e sta ad indicare un personaggio, che sta al centro della diffusione del cristianesimo, ma che si situa “ai margini” della società politica e religiosa del suo tempo. Scrive Meier: «Il primo e più importante significato che do al termine applicato a Gesù sottolinea semplicemente che nella letteratura ebraica e pagana del secolo successivo alla morte di Gesù, egli fu al massimo un “puntino” sullo schermo del radar. La persona che doveva diventare il centro religioso della civilizzazione europea cominciò tanto lontano, alla periferia, da essere a mala pena visibile. Questo paradosso, se non altro, è ciò che l’etichetta “marginale” intende sottolineare al lettore» (Vol. 3, 16-17). Meier è alla ricerca del Gesù storico, raggiungibile con i metodi della critica storica, ma che non è il Gesù reale (considerato nella totalità della sua personalità) e neppure è il Gesù teologico della cristologia, che si avvale di altre legittime metodologie.

Scrive Meier: «Che cosa intendo, dunque, quando parlo del Gesù storico? Il Gesù storico è quel Gesù che possiamo ricuperare o ricostruire servendoci dell’attrezzatura scientifica della ricerca storica moderna applicata alle fonti antiche. Per sua natura il Gesù storico è un’astrazione e una costruzione moderna.  Non ha la stessa estensione della realtà completa di Gesù di Nazaret, che comprende tutto ciò che Gesù di Nazaret disse o fece nel corso dei circa trent’anni della sua vita» (Vol. 4, 18).

L’Autore immagina per questo suo lavoro “storiografico” un conclave non papale: «Se un cattolico, un protestante, un ebreo e un agnostico – tutti onesti storici competenti dei movimenti religiosi del primo secolo – fossero rinchiusi nelle viscere della biblioteca della Harvard University School […], senza la possibilità di uscire prima di aver elaborato un documento comune su chi fosse Gesù di Nazaret e su cosa abbia significato […]» (Vol. 1, 7), Un ebreo marginale è ciò che, secondo Meier, quel documento rivelerebbe.

L’opera era stata ideata all’inizio in un solo volume come Manuale, ma era stata pensata, e rimane pensata, in quattro grandi parti, anche se si allungano i numeri dei tomi fino ad arrivare ora, nelle previsioni, al numero di sei tomi.  Scrive Meier: «Il desiderio di una esposizione globale e imparziale ha richiesto quindi più spazio di quello originariamente pensato per questa biblioteca» (Vol. 2, 7). La biblioteca è la Anchor Bible Reference Library, che rappresenta una delle più importanti Biblioteche di Studi Biblici in campo internazionale.

La parte prima principale è metodologica e corrisponde alla prima parte del Vol. 1, Le radici del problema e della persona (1991, ed. it. 2001). In questa prima parte del Vol. 1, Le radici del problema si danno tutte le indicazioni necessarie della storia del problema e del metodo storico-critico praticato. Estremamente interessante, rappresenta una introduzione metodologica.

La seconda parte del Vol. 1, Le radici della persona, entra in tema, trattando della nascita, degli anni dello sviluppo e dell’ambiente culturale di Gesù, necessari per comprendere la scena sulla quale entrò Gesù all’inizio del suo ministero. Questa seconda parte del Vol. 1 costituisce la parte seconda principale della trattazione, dedicata al contesto della vita di Gesù di Nazaret.

In sintesi: parte prima: il metodo; parte seconda: il contesto.

La parte terza principale si occupa del ministero pubblico e comprende il Vol. 2 e il Vol. 3.

Il Vol. 2, Mentore, messaggio e miracoli (1994; ed. it. 2002), si divide in tre parti. La prima parte, sul Mentore, si incentra sull’unica persona che esercitò il più grande e singolare influsso sul ministero di Gesù, vale a dire Giovanni Battista. La seconda parte, il Messaggio: «Si dà a tal punto per scontato che al cuore del messaggio di Gesù ci sia il simbolo chiave del “Regno di Dio”» (Vol. 2, 20). La terza parte è dedicata ai Miracoli. A Bultmann e discepoli che affermano che «l’uomo moderno non può credere ai miracoli», Meier risponde: «Bultmann e compagnia non possono vernirmi a dire ciò che l’uomo moderno non può fare quando i dati empirici e sociologici provano che l’uomo moderno fa proprio quel che essi negano» (Vol. 2, 22), e cioè ricercano miracoli.

Il Vol. 3, Compagni e antagonisti (2001; ed. it. 2003), appartiene ancora alla parte terza principale, sul ministero pubblico. Esso si divide in due parti. La prima parte esplora la relazione di Gesù con i suoi seguaci ebrei (la folla, i discepoli, i dodici). La seconda parte esplora le relazioni di Gesù con i suoi antagonisti ebrei (i farisei, i sadducei, gli esseni, i qumraniti, i samaritani, gli scribi, gli erodiani e gli zeloti). Il Vol. 3 conclude la seconda parte principale dell’opera, dedicata appunto al ministero pubblico.

In sintesi:
Prima
parte: Metodo (Vol. 1).
Seconda parte: Contesto (Vol. 1).
Terza parte: Ministero pubblico (Vol. 2 e Vol. 3).

Con il Vol. 4 si entra nella parte quarta principale: gli enigmi della vita di Gesù: legge, parabole, autodesignazioni, morte.

L’opera si sarebbe conclusa con il Vol. 4, dal titolo: «Gli ultimi enigmi della vita di Gesù»: legge, parabole, autodesignazioni, morte (Vol. 3, 648-649). Ma già il primo enigma, la legge, ha impegnato l’Autore in un denso volume, il Vol. 4, Legge e amore (2009, ed. it. 2009). Nel Vol. 4 si inseguono tutte le discussioni di Gesù sulla Legge, scritta e orale. Meier scrive ripetutamente: «Il Gesù storico è il Gesù halakhico, cioè il Gesù preoccupato e impegnato a discutere della Legge mosaica e delle questioni pratiche che ne scaturiscono» (Vol. 4, 21).

Ho incontrato l’Autore nel suo studio, mentre, davanti al suo computer, era al lavoro su questo quarto volume, nel 2002, durante un congresso teologico al quale partecipavo alla Notre Dame University, dove è docente di studi biblici. Egli si lamentava della lentezza del lavoro, dovuta a motivi di salute, ma anche alla gran massa di riferimenti testuali del patrimonio legale dell’ebraismo, che attenevano alla trattazione del tema: Gesù e la Legge (da non contrappore all’amore, e difatti il tema del Vol. 4 è formulato così: Legge e amore).

Meier ha già ultimato la parte riguardante il secondo enigma: il parlare di Gesù in parabole, e lo ha già consegnato alla nuova direzione che è passata dal celebre studioso il dott. David Noel Freedman (morto nell’aprile 2008), presso la Doubleday, New York, al prof. John Collins, presso la Yale University Press, New Haven (Connecticut, USA), che ha acquisito il programma biblico della Doubleday.

Come risulta da una recente corrispondenza con la Queriniana, il prof. Meier comunica che il prof. Collins valuta come “rivoluzionaria” (revolutionary) la trattazione delle parabole, e pertanto comunica di procedere subito all’edizione come Vol. 5. L’Autore deve adattarsi a questa decisione editoriale. Il Vol. 5 è atteso entro il 2015 in inglese, e prevedibilmente anche in italiano.

Restano pertanto i due ultimi enigmi da trattare nel Vol. 6: il linguaggio arcano delle autodesignazioni (un termine migliore di “titoli”, o “titoli cristologici” di Gesù); i tragici giorni finali con la crocifissione, morte e sepoltura (la risurrezione appartiene al Gesù reale, ma non al Gesù storico); salvo poi proporre un epilogo di sintesi, già annunciato nel Vol. 1, 22: «Un epilogo tenterà, poi, alcune prime riflessioni, sia storiche che teologiche, su tutto ciò che avremo visto. Come chiarirò in quel punto, quest’intera opera è, in un certo senso, un’introduzione e un invito ai teologi, perché attingano a questa particolare ricerca ciò che può essere utile al più ampio compito della cristologia contemporanea – cosa che questo libro, evidentemente, non affronta» (questo Epilogo conclusivo potrebbe, forse, rappresentare il Vol. 7 finale dell’opera).

La strada si è accorciata, ma rimane ancora “lunga e polverosa”, come spesso la definisce l’Autore della grande opera.

Precedente "Secondo Alberto Maggi Gesù è uno sfascia famiglie" ... io non credo ! "- Appunti di Rosario Franza Successivo ULTIME PAGINE - Simone Weil